Dalla forma cilindrica simile all’ortaggio, il cetriolo di mare è un piccolo animale bizzarro che abita gli abissi e i fondali marini di tutto il mondo.

Il cetriolo di mare appartiene alla classe degli invertebrati chiamata echinodermi e il suonome scientifico è oloturia. Questi piccoli esseri hanno la caratteristica particolare di avere uno scheletro composto da placche calcaree spinose, come i ricci di mare e le stelle marine. Solitamente si muovono strisciando molto lentamente nei fondi sabbiosi e fangosi e nutrendosi di particelle organiche mischiate al fango. Sono diffusi sia nei mari che negli oceani e preferiscono le acque e le temperature più calde per vivere. Inoltre, essendo organismi filtratori, come le cozze, sono molto importanti per la pulizia dell’ecosistema marino. Per la sicurezza e il consumo in termini alimentari pertanto devono essere pescati solamente in zone non inquinate. Non solo, oltre al loro ruolo di “spazzini del mare”, ricoprono una parte attiva anche nel difendere le barriere coralline dall’azione acidificante degli oceani poiché sono in grado di riciclare le sostanze nutritive che alimentano alghe e coralli.

Purtroppo rappresentano una specie in pericolo di estinzione per via dell’inquinamento, del commercio e della pesca intensiva, portata avanti il più delle volte attraverso attività clandestine e non autorizzate. Il perchè è presto detto: i cetrioli di mare sono considerati delle prelibatezze culinarie ad elevato valore economico. Fortunatamente, per promuovere e tutelare la loro salvaguardia, in alcuni Paesi la loro cattura è stata proibita considerando anche che già 16 delle 377 specie conosciute di questi animali sono a rischio di sopravvivenza ed inserite nella Lista rossa dell’Iucn (https://www.iucnredlist.org/).

Ricchi di proteine, i cetrioli di mare vengono consumati per lo più in Oriente, sia crudi nel sushi che cotti in zuppe e stufati, o anche essiccati. Inoltre, grazie alle loro peculiarità sono anche usati nel marcato erboristico per la produzione di creme ed unguenti.

Non ci resta altro che sperare che queste simpatiche e strane creature marine vengano tutelate da un numero sempre maggiore di paesi di tutto il mondo!