Col termine del fermo pesca in Adriatico i pescatori locali hanno ritrovato una spiacevole sorpresa, il crollo dei prezzi. La denuncia arriva da Coldiretti che ha fatto notare come i prezzi abbiano raggiunto i livelli di tre decenni fa.

Per alcune specie particolarmente presenti in Adriatico in questo periodo la quotazione ha raggiunto la cifra di solo 0,1 euro al chilo, cifre che mettono a rischio l’intero settore che proprio negli ultimi 30 anni ha perso circa 18 mila posti di lavoro e il 35% delle imbarcazioni.

Uno dei principali problemi è stata l’abbondante offerta dovuta alla chiusura del fermo pesca proprio nel momento di un sensibile calo dei consumi dovuto al termine della stagione turistica estiva nelle località di mare.

Un altro grande problema riguarda la presenza di pesce proveniente dall’estero, molte volte fatto passare per pesce locale o addirittura spacciato per altre specie ittiche simili. Questo problema spesso risulta evidente nei ristoranti, nei quali infatti, non è obbligatorio specificare l’esatta provenienza della materia prima utilizzata.

Nel Mar Ionio e Tirreno, da Brindisi ad Imperia, il fermo pesca durerà ancora pochi giorni, fino al 16 ottobre.

Consumare pesce è molto importante per il nostro benessere in particolare per l’importantissima presenza degli acidi grassi omega-3 fondamentali per il nostro organismo. Molte volte abbiamo sottolineato l’importanza di acquistare pesce di stagione e possibilmente proveniente dai nostri mari. Oltre a ragioni ambientali e di salvaguardia delle nostre acque, esiste anche quest’altra motivazione cioè il sostegno del settore ittico italiano.