Dopo le cantine sottomarine e i Lego naufragati, l’ecosistema marino è pronto ad ospitare gli orti.
Non siamo di fronte all’edizione moderna di Ventimila Leghe sotto i mari, la fantasia non c’entra, anche se lo scenario è parecchio fiabesco, questa volta è la scienza l’autrice dell’Orto di Nemo, ed è stato sperimentato nel Mar Ligure.

Il progetto ha testato la coltivazione di basilico e insalata sui fondali marini del ponente ligure, a circa 8 metri di profondità, all’interno di biosfere in materiale vinile semitrasparente, a pochi metri dalla spiaggia di Noli.
L’incipit di questa storia si deve all’ingegner Sergio Gamberini, amministratore unico della Me. Stel, azienda specializzata in lavori subacquei.
Appassionato di mare ed esperto subacqueo si è immerso nel programma constatando che,  grazie al costante livello di umidificazione e temperatura del mare, all’interno della biosfera si crea una climatizzazione stabile. Il ciclo clorofilliano? È innescato naturalmente attraverso la luce che filtra dall’esterno mantenendo livelli sufficienti di Co2. Inoltre, se assenti nella coltivazione terrestre, insetti e parassiti non riescono a riprodursi nelle biosfere subacquee, non servirebbero antiparassitari e insetticidi.
In più, una ricerca sulla produzione di basilico dello scorso anno condotta dal Centro di Agronomia di Albenga conferma che le caratteristiche organolettiche del prodotto coltivato sui fondali marini sono equivalenti o superiori rispetto al basilico tradizionale.
L’esperimento al momento suscita solo curiosità poiché condotto su pochi etti di prodotto, un campione esiguo che non permette di sbilanciarsi su conclusioni certe, e deve essere ripetuto, visto che la coltivazione nelle biosfere presenta delle notevoli differenze rispetto a quella praticata all’aria aperta.
Intanto una cosa è certa: le piantine di basilico in tre settimane hanno raggiunto un’altezza di 7/8 centimetri, crescono bene.
L’azienda ha investito su questo progetto e dall’Arabia Saudita, interessata alla produzione di lattuga, giunge la richiesta di informazioni su tecnologie e processi che sottendono queste procedure, oltre alla creazione di prototipi della biosfera.

Si sta dunque scrivendo il futuristico capitolo della storia della coltivazione?
Gli Orti di Nemo potrebbero essere la soluzione per praticare determinate colture in zone particolarmente ostili a causa del clima o dell’ambiente.
Bisognerà attendere i primi raccolti di basilico di settembre per dare fondamenta stabili alle ipotesi, intanto aspettiamo fiduciosi e immergiamoci in un mare di fantasia.

Photo Credit: www.ansa.it