Quanto conoscete del pesce fresco che acquistate? Spesso, le informazioni riportate sulle etichette al banco della vostra pescheria non sempre sono complete come dovrebbero, e a volte affidarsi solo al parere del vostro pescivendolo rischia di essere fuorviante. Oltre ad un rischio per la salute, molti dei i pesci che finiscono sulla nostre tavole potrebbero appartenere a specie protette e non essere allevate secondo gli standard della commissione europea.

Da molto tempo ormai la Commissione Europea ha dettato le linee guida per una pesca più sicura e sostenibile a livello ambientale che rispetti non solo i pesci ma anche l’intero ecosistema. All’interno del sito si trova una descrizione dettagliata “I prodotti ittici sostenibili sono pesci, molluschi o crostacei pescati o allevati con tecniche che non danneggiano le popolazioni selvatiche o l’ambiente in cui vivono.” Sfruttare ciò che ci offre la natura in maniera sostenibile è uno degli obiettivi, sia in Europa che a livello mondiale, per assicurare alle generazioni future di continuare ad amare il pesce come oggi.

Destreggiarsi nell’acquisto del prodotto ittico più adatto può diventare un’impresa, e l’ultima criticità riguarda proprio la verifica di quanto viene offerto per capire se la specie indicata in etichetta è davvero quella che viene presentata oppure è un’altra meno pregiata. Il consumatore che si reca al banco del pesce dovrà quindi essere informato e consapevole dell’acquisto che sta affrontando, per non ritrovarsi poi con spiacevoli sorprese. Un altro accorgimento per tutelare l’ecosistema ittico è quello di variare l’acquisto, comprando anche pesci di specie meno note: spesso costano di meno e così facendo si preservano le specie più consumate che spesso sono a rischio. “Vi sono molte opzioni sostenibili che non danneggiano l’ambiente e sono spesso meno costose di altre alternative. Le scelte sostenibili possono anche essere buone per il tuo palato: scopri le specie meno conosciute, riscopri il pesce che cucinavano i tuoi nonni, scegli la creatività in cucina.” si legge nel sito della Commissione Europea.

Per orientarsi basta consultare le etichette, e scoprire quali pesci sono le liste a specie protetta e quindi preferibilmente da non consumare:

  • Lista VERDE: ottima scelta. Sono specie abbondanti, ben gestite, catturate o allevate in modo eco-sostenibile come l’Acciuga del Mediterraneo, il Branzino, la Spigola, la Lampuga e molti altri;
  • Lista GIALLA: rappresentano una buona alternativa. Ci sono alcune criticità sul modo in cui le specie vengono catturate o allevate o sulla salute degli habitat in cui vivono a causa delle attività umane. Tra questi troviamo l’Halibut, il pesce Persico, le Trote d’acqua dolce e molti altri;
  • Lista ROSSA: evitare l’acquisto. Per ora queste specie sono catturate o allevate in modo dannoso per altre specie o per l’ambiente come Astice, Cernia, Dentice, Pangasio, ecc.

Acquistare pesce sostenibile, pescato secondo gli standard europei che rispettano e tutelano non solo l’ambiente ma anche le tecniche con cui il pesce viene pescato sono i primi passi per un acquisto responsabile. Restare aggiornati e imparare a leggere le etichette è oggi più che mai fondamentale per conoscere a 360° gli ingredienti che portiamo a tavola in famiglia e agli amici, per educare anche loro ad uno stile di vita sano e sostenibile.