Il sushi è sicuramente uno dei cibi etnici più apprezzati in Italia e nel mondo, sono infatti moltissimi i ristoranti giapponesi nati nelle nostre città.

La storia del sushi nasce però molto lontano e non in Giappone, infatti l’introduzione di tale cibo nella cucina del sol levante risale all’ottavo secolo, e giunge dal sud-est asiatico e dalla Cina meridionale.

In origine questa preparazione era pensata per permettere una migliore conservazione del pesce fresco in assenza di frigoriferi, infatti, mettere il filetto di un pesce fresco tra strati di riso già cotto e acidulato grazie all’aggiunta di aceto di riso, migliorava la fermentazione del prodotto e permetteva di conservarlo per un tempo maggiore.

Successivamente la tradizionale fermentazione del prodotto è stata sempre più accorciata, fino a far nascere l’abitudine di consumare il pesce crudo.

L’occidente ha scoperto questa prelibatezza orientale da relativamente poco tempo, infatti diversi storici concordano con l’anno 1953 quando il principe Akihito offri del sushi ad alcuni ufficiali americani durante un ricevimento.

Il sushi si può distinguere tra nigiri, cioè la polpettina di riso con sopra il pesce, e il rotolino di riso e pesce chiamato maki. Il sashimi invece è semplicemente il pesce crudo non accompagnato dal riso.

Il galateo consente di mangiare il sushi anche con le mani, mentre se scegliete di utilizzare le bacchette, al termine del pasto non dovete lasciarle nel piatto ma riappoggiarle sugli appositi supporti.

Quando consumate del sushi bisogna fare attenzione a intingere il sushi nella salsa di soia senza esagerare e dalla parte del pesce così da non inzuppare il riso.

Il wasabi che comunemente troviamo non è quello originale, ma semplice rafano colorato, in quanto quello vero è diffcile da trovare fuori dal Giappone, in ogni caso non andrebbe mai mischiato alla salsa di soia, come invece si usa fare in occidente.

Lo zenzero che troviamo sul piatto, andrebbe invece utilizzato per pulirsi la bocca tra due tipologie di sushi differenti, per apprezzarne a pieno il sapore.

In Giappone il sushi rappresenta una vera e propria arte, infatti, prima di poter diventare sushi chef è necessario affrontare un percorso di studio e pratica lungo almeno due anni, per imparare a tagliare il pesce in modo perfetto.

La bellezza delle preparazioni, unite alla bontà e alla leggerezza delle portate, ha fatto diventare il sushi uno dei piatti, etnici e non solo, preferiti tra gli amanti del pesce.