Pesca sportiva di superficie: le tecniche più diffuse in Italia

La pesca non è soltanto un hobby ma una disciplina a tutti gli effetti, con proprie regole, competenze e attrezzature. C’è chi la pratica nel tempo libero e chi la considera uno sport, al punto da dilettarsi in competizioni con altri appassionati. In quest’ultimo caso, si parla di pesca sportiva, un’attività ufficialmente riconosciuta dalla FIPSAS (Federazione Italiana di Pesca Sportiva e Attività Subacquee), che pone sullo stesso livello il pescatore e il pescato. La prima norma della pesca sportiva, infatti, prevede di rigettare in acqua i pesci subito dopo averli catturati, e vieta di utilizzarli per la propria alimentazione. Le policy della pesca sportiva si stanno orientando verso una sempre maggiore cura e attenzione verso il pescato, promuovendo solo tecniche di pesca sostenibili, che non feriscono e non uccidono il pesce.

La pesca sportiva, infatti, può essere svolta secondo diverse tecniche, ognuna delle quali richiede capacità particolari e un’attrezzatura adatta. Le diverse modalità possono essere raccolte in tre marco-categorie:

  • La pesca di superficie
  • La pesca dalla barca
  • La pesca subacquea

La pesca di superficie è decisamente la più diffusa perché facilmente accessibile a tutti: non richiede particolari doti natatorie e può essere praticata anche da principianti e con costi irrisori. Vediamo alcune tecniche di pesca di superficie tra le più praticate.

Pesca al colpo

È forse quella che richiede meno strumenti: sono sufficienti, infatti, una canna da pesca, una lenza e un galleggiante che, a pelo dell’acqua, segnalerà l’abboccamento del pesce all’amo.

Surfcasting

Si effettua dalla spiaggia e permette di pescare pesci di medie dimensioni con lanci molto lunghi. Le canne utilizzate in questo caso vanno dai 4 ai 5 metri, e i piombi sono molto pesanti per vincere la resistenza dell’aria durante il lancio. Nei nostri mari il surfcasting è diffusissimo e produce i risultati migliori durante la stagione autunnale.

Pesca a spinning

Nel caso della pesca a spinning si utilizzano pesche artificiali che riproducono le fattezze di vermi, piccoli pesci, anguille e mosche, e un mulinello che aiuta a simulare i movimenti delle esche. Lo spinning viene applicato sia in mare che nei fiumi e nei laghi.

Carpfishing

Nasce negli anni ’70 in Inghilterra dove, alcuni pescatori professionisti, elaborarono delle montature “hair rig” che permettevano di far penetrare l’amo nel labbro delle carpe senza provocare alcun danno alla loro salute.

Legering

Richiede un’attrezzatura leggera: canne corte, cimino adeguato al peso da lanciare, ami molto piccoli, un pasturatore piombato.

Pesca a fondo

Si chiama così perché permette di pescare le specie di pesci che vivono sui fondali. Dunque, niente galleggianti ma spazio all’impiego di piombi di grandi dimensioni che, grazie al loro peso, permettono di portare l’amo fino in profondità.