L’epoca contemporanea ci ha abituati a trovare qualsiasi prodotto in ogni periodo dell’anno, senza riflettere sui cicli vitali della natura, che bisognerebbe rispettare.
È nota a tutti la stagionalità di frutta e verdura, ed i benefici donati dai vegetali di stagione: costo inferiore, maggiore apporto di nutrienti e, naturalmente, gusto piacevole. Meno nota è invece la stagionalità del pesce.

La stagionalità dei pesci è strettamente legata alla fase di riproduzione: consumandoli fuori dal loro periodo riproduttivo permettiamo la proliferazione delle specie.

Vi daremo dunque qualche indicazione sulle stagioni migliori per acquistare determinati tipi di pesce:

  • Primavera: pagello, sgombro, gallinella, sarago, spigola, sugarello, palamita, leccia
  • Estate: ricciola, orata, sogliola, spigola, gallinella, sarago, sugarello
  • Autunno: gallinella, triglia, spigola, rombo, alalunga
  • Inverno: polpo, seppia, rana pescatrice, sgombro, triglia, sarago, pagello, ricciola, palamita, rombo
  • Tutto l’anno: sardina, acciuga, mormora, cefalo, occhiata, boga

Oltre alla stagionalità, per consentire alle diverse specie ittiche di proliferare, è molto importante diversificare l’acquisto: attualmente quando acquistiamo del pesce prendiamo in considerazione soltanto un limitato numero di specie, ci sarebbero invece tantissimi altri tipi di pesce altrettanto buoni da mangiare, ma richiesti pochissimo.
Tale tipo di domanda, particolarmente intensa e concentrata, sta portando ad un impoverimento dei mari.

È fondamentale riflettere su queste considerazioni, poiché la salute dei mari dipende anche dal modo in cui scegliamo di acquistare i prodotti che le nostre acque ci donano.