Complice la crisi il Natale di quest’anno sarà all’insegna della riscoperta.
Riscoperta dei valori e delle tradizioni, che rappresentano il vero spirito laico di queste festività, della semplicità dello stare insieme al di là delle esagerazioni consumistiche degli ultimi anni.

Ed in effetti si prospetta un ritorno alla tradizione anche nella cucina, riscoprendo alcuni pesci, al giorno d’oggi dimenticati o trascurati, che non interessano il settore sportivo né quello professionista, e per questo passano sotto silenzio.

Questi pesci oltre ad avere un profondo valore naturalistico (ne parleremo prossimamente) in certi casi presentano anche carni gustose e pregiate che potranno allietare le nostre tavole, come nel caso del cavedano, del pigo e del barbo.

La polpa dolce del pigo e del cavedano permette di accostare sapori piuttosto particolari come quello di una salsa di cipolle soffritte ridotte a poltiglia con un po’ di latte e una spolverata di noce moscata.

Il barbo invece, dalla polpa piuttosto soda, è buonissimo fritto, non prima però di avergli messo all’interno una fetta di pancetta o di prosciutto ed averlo insaporito con una salsa preparata con pomodori ed erbe aromatiche a piacere.